Impianti e ricostruzione ossea

IMPIANTI E RICOSTRUZIONE OSSEA

Per poter posizionare gli impianti in modo corretto e garantirne la stabilità è necessario avere una sufficiente quantità di osso.

Purtroppo a volte capita che alcuni pazienti ne siano carenti; fortunatamente oggi ricostruire l’osso è quasi sempre possibile.

La tac Cone Beam è uno strumento diagnostico indispensabile per valutare l’eventuale carenza ossea e la conseguente necessità di effettuare un’operazione di chirurgia ricostruttiva che può essere finalizzata all’aumento dell’altezza dell’osso o dello spessore ( l’ortopantomografia fornisce solo una valutazione della quantità di osso in altezza, ma non può fornire informazioni sullo spessore ).

Per ovviare al problema della carenza ossea sono state messe a punto molte tecniche; una volta il paziente era costretto a subire due interventi: uno per la procedura ricostruttiva e dopo un’attesa di 6/12 mesi un altro intervento per il posizionamento degli impianti.

Oggi è possibile con un solo intervento ricostruire l’osso e contestualmente posizionare gli impianti riducendo cosi notevolmente i tempi complessivi del trattamento.

Il decorso post-operatorio normalmente prevede qualche giorno di edema e spesso la comparsa di un ematoma; il tutto è destinato comunque a sparire nell’arco di qualche giorno.

L’intervento di rigenerazione ossea viene eseguito in sede ambulatoriale, in anestesia locale abbinando però una sedazione cosciente che si può ottenere con la somministrazione di ansiolitici o con l’utilizzo del protossido d’azoto.

Per i pazienti con particolari patologie sistemiche, o che debbano subire interventi complessi e lunghi è possibile e consigliata la presenza di un anestesista che tenga sotto controllo pressione arteriosa, frequenza cardiaca oltre ad importanti parametri vitali.