Quando manca osso

Implantologia in due sedute (con o senza ricostruzione ossea)

In alcuni casi il chirurgo può scegliere di sommergere l’impianto sotto la gengiva, suturando la stessa sopra la testa dell’impianto (two stage).

Questa tecnica, che fino a qualche anno fa era l’unica applicata, è stata ormai ampiamente superata e un chirurgo esperto la utilizza solo in rare occasioni, dove non sia necessaria una procedura rigenerativa o addirittura ricostruttiva dell’osso.

Quando invece l’osso è carente o addirittura insufficiente per il posizionamento di un impianto la tecnica “two stage” si rende indispensabile.

Impianto

Infatti, per poter posizionare gli impianti in modo corretto e garantirne la stabilità è necessario avere una sufficiente quantità di osso.

Molti pazienti rinunciano all’implantologia perché è stato detto loro che non era possibile a causa della carenza d’osso.

In realtà oggi ricostruire l’osso e contestualmente posizionare impianti è sempre possibile.

La tac Cone Beam è uno strumento diagnostico indispensabile per valutare l’eventuale carenza ossea e la conseguente necessità di effettuare un’operazione di chirurgia ricostruttiva che può essere finalizzata all’aumento dell’altezza dell’osso o dello spessore

( l’ ortopantomografia fornisce solo una valutazione della quantità di osso in altezza, ma non può fornire informazioni sullo spessore ).

Per ovviare al problema della carenza ossea sono state messe a punto molte tecniche; una volta il paziente era costretto a subire due interventi oltre al terzo di riapertura: uno per la procedura ricostruttiva e dopo un’attesa di 6/8 mesi un altro intervento per il posizionamento degli impianti.

Oggi, nel nostro studio è  possibile con un solo intervento ricostruire l’osso e contestualmente posizionare gli impianti riducendo cosi notevolmente i tempi complessivi del trattamento.

Il decorso post-operatorio prevede qualche giorno di edema e spesso la comparsa di un ematoma, mentre il dolore è di norma quasi nullo; il tutto è destinato comunque a sparire nell’arco di qualche giorno.

L’intervento di rigenerazione ossea viene eseguito in sede ambulatoriale, in anestesia locale abbinata però a una sedazione cosciente che si può ottenere con la somministrazione di ipnotici (EN) o con l’utilizzo del protossido d’azoto.

Per i pazienti con particolari patologie sistemiche, o che debbano subire interventi complessi e lunghi, è possibile e consigliata la presenza di un anestesista che tenga sotto controllo pressione arteriosa, frequenza cardiaca e altri importanti parametri vitali.

Nel nostro studio ci si avvale anche della chirurgia guidata, una metodica che renderà l’intervento meno invasivo e il rischio operatorio molto inferiore rispetto alla tradizionale

tecnica “a mano libera”!

NOVITA’

Nel nostro studio, da anni, si utilizzano tecniche di conservazione/rigenerazione ossea dei siti ove si esegua una implantologia postestrattiva immediata.

Questa metodica innovativa ed esclusiva è stata messa a punto dal dr. Rizzo e dalla sua equipe; la sue caratteristiche principali sono la bassissima invasività e la stabilizzazione dell’anatomia originale della zona prima dell’estrazione.

Quindi, sfidando la tradizione, si riescono ad ottenere guarigioni perfette anche in zone con parziale carenza ossea in un solo intervento; laddove, seguendo il protocollo appunto tradizionale, potrebbero addirittura servirne 3/4!

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