Respirazione orale

La Respirazione orale nel bambino

A riposo in condizioni normali un bimbo respira col naso; alla respirazione orale ricorre solo in situazioni di affaticamento (dopo una lunga corsa) o per ostruzione temporanea del naso (raffreddore).

La respirazione nasale è fondamentale per il benessere generale e per il corretto sviluppo dei mascellari.

Il passaggio attraverso il naso permette all’aria di arrivare ai polmoni filtrata e alla giusta temperatura; al contrario alla respirazione orale mancano queste funzioni di protezione, il che espone il bambino a frequenti patologie delle prime vie respiratorie, quali faringiti e tonsilliti; a cui seguiranno otiti…

Le ragioni a causa delle quali un bimbo respira con la bocca sono essenzialmente due:

  • la prima un’ostruzione cronica delle vie nasali dovuta ad una ipertrofia delle adenoidi e dei turbinati, a volte aggravata da narici piccole o setto deviato; chiaramente l’aria fatica o non può proprio passare dal naso.
  • la seconda la mancanza di competenza labiale (le labbra restano aperte a riposo) spesso associata ad un morso aperto anteriore; in questo caso il bambino trova più “facile” respirare con la bocca.

Molte volte le due realtà coesistono e, a seconda della loro gravità, possono costringere il bambino ad una respirazione orale obbligata o alternata.

Gli elementi che portano all’instaurarsi delle suddette ragioni formano una catena complessa la cui trattazione non trova spazio in questa pagina; ci limiteremo perciò ad elencarne alcune:

  • una riduzione delle difese immunitarie, spesso associata all’eccessivo consumo di farinacei e zuccheri di bassa qualità;
  • il permanere di una deglutizione infantile, in cui la lingua, premendo sui denti anteriori, produce un morso aperto;
  • problemi anatomici (frenulo corto, alterazioni congenite dei mascellari, ecc.)
  • abitudini viziate (suzione del ciuccio, del pollice)
  • uso prolungato del biberon
  • cause meteorologiche, tipiche alle nostre latitudini;
  • inquinamento atmosferico

e via discorrendo

Durante la respirazione orale la lingua, per permettere all’aria di passare attraverso la bocca, sarà costretta  a stare bassa, sul pavimento orale, mentre la bocca rimarrà costantemente aperta.

Il bambino a questo punto imparerà anche a deglutire tenendo la lingua bassa.

Il palato, privato della costante azione modellante della lingua, tenderà a stringersi e a diventare ogivale; gli incisivi si distanzieranno producendo un’apertura importante del morso.

A questo punto saranno le alterazioni anatomiche della struttura a facilitare e a mantenere la respirazione orale: la funzione che ha prodotto lil modificarsi della forma viene ora condizionata da essa.

Questi bambini normalmente sviluppano una fisionomia facciale ben riconoscibile: viso allungato, bocca costantemente aperta, occhiaie, narici piccole e poco sviluppate…la cosiddetta “facies adenoidea”; dormono male; sono iperattivi, ma sempre stanchi; sono inappetenti…tutto perché respirano male…

E vi sembra poco?!

Una buona respirazione nasale ed una corretta deglutizione  sono fondamentali affinché le strutture oro-facciali del  bambino crescano in modo corretto ed armonioso; inoltre tutto il percorso di sviluppo verso l’età adulta ne trarrà grande beneficio.

Per risolvere questo tipo di patologia è fondamentale un lavoro d’equipe che:

  • ripristini la pervietà delle prime vie aeree, necessaria affinché il bambino possa respirare correttamente (terapie decongestionanti e in casi estremi chirurgiche)
  • riporti le strutture dei mascellari alla loro forma funzionalmente corretta (terapia ortodontica)
  • rieduchi il piccolo paziente ad una corretta respirazione e deglutizione (terapia logopedica)
  • guidi e sorvegli l’armonia dello sviluppo della struttura corporea (terapia osteopatica – controlli strumentali della postura)

Solo così, lavorando contemporaneamente su struttura e funzione, si potranno ottenere risultati validi e durevoli nel tempo.

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