Tartaro

COS’È IL TARTARO E COME SI FORMA?

La placca dentale è un aggregato di germi, residui alimentari e sali minerali che aderisce alla superficie dentale.

Si presenta come una patina opalescente diversa da persona a persona in base al contenuto enzimatico della saliva.

La placca dentale anche se eliminata si riforma in poche ore e se non viene rimossa attraverso le manovre di igiene orale, si assocerà ai sali calcarei e ai fosfati contenuti nella saliva e si calcificherà dando luogo alla formazione del tartaro.

La composizione chimica e il pH della saliva sono i fattori che determinano i tempi di formazione del tartaro dentale.

Proprio per la correlazione con la saliva, i maggiori depositi di tartaro si trovano in corrispondenza dello sbocco delle ghiandole salivari: vestibolarmente ai molari superiori e nella zona linguale dietro gli incisivi inferiori.

Il tartaro è mineralizzato e molto adeso al dente; questo rende impossibile la sua rimozione con il normale spazzolino. Solo l’intervento con appositi strumenti usati dall’igienista o dal dentista ne garantiscono la completa rimozione.

I depositi di tartaro sono di due tipi: sopragengivale e sottogengivale.

Il tartaro sopragengivale si presenta come un’incrostazione bianca o giallastra, che normalmente ricopre la superficie del dente e circonda l’orlo gengivale.

Il tartaro sottogengivale non è visibile a occhio nudo ed è molto pericoloso: è infatti tra le principali cause di tasche gengivali e della parodontite.

Se non ci sottopone per anni a sedute di ablazione del tartaro o come spesso accade queste vengono eseguite solo sopragengiva, il tartaro sotto si calcifica sempre più, al  punto che sarà  possibile vederlo anche in radiografia.

Oltre ad un’accurata igiene orale domiciliare è molto importante sottoporsi a sedute di igiene professionale almeno ogni 6 mesi; la vostra igienista saprà consigliarvi in base alla predisposizione individuale.

Sedute di igiene regolari con l’igienista eviteranno al tartaro di accumularsi sottogengiva.

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